Il percorso, ora completamente esposto, si fa meno ripido. E rimaniamo soli. Non ci sono altri escursionisti nei dintorni. Camminiamo lungo il pendio, e assaporiamo tanto la maestosità del luogo, quanto la sua intimità.
Il Sole estivo della tarda mattinata riscalda il nostro cammino – sempre più scoperto, fuori dal bosco di abeti -, ma il leggero vento che soffia tra le montagne mantiene la temperatura piacevole.Il nostro cammino, rallentato dalle frequenti soste, sembra dilatarsi all’infinito, e in ritardo sulla tabella di marcia, raggiungiamo un incrocio tra vari percorsi. Abbiamo raggiunto quota 2250 metri. Ad ogni passo la visione che si apre davanti ai nostri occhi muta prospettiva e si arricchisce di nuovi particolari.
Sotto di noi scorre la vita della valle, con il suo intreccio di torrenti e cascate.
Premiata Forneria Marconi - Impressioni di Settembre (dall'album Storia di un Minuto, 1972)
In alcuni tratti il percorso, sempre più roccioso, risulta particolarmente esposto, ma ci vengono in soccorso alcuni cavi da ferrata e qualche ponte di legno, per superare i passaggi più impegnativi.
Il sentiero è notevolmente ripido e tortuoso, caratterizzato da stretti tornanti. Il fitto bosco di abeti mantiene nell’ombra la prima parte del nostro cammino, ma in alcuni frangenti si dirada a causa dei canali creati dai torrenti nella roccia.
Per attraversare queste piccole ma altissime cascate sono stati creati dei ponticelli di legno.
Continuiamo a salire rapidamente e non ci facciamo scoraggiare dalla notevole pendenza, che sembra non diminuire mai. I pochi escursionisti presenti non danneggiano un’atmosfera davvero magica, caratterizzata da silenzi infiniti alternati al meraviglioso rumore dei torrenti. Una famiglia di tedeschi, guidata da un padre entusiasta dell’ambiente circostante, ma anche da figli annoiati a morte da tanta fatica, ci supera mentre ci fermiamo ad ammirare gli scorci suggestivi che si spalancano di fronte ai nostri occhi. Ci fermiamo estasiati ad ogni piccolo scorcio del panorama, anche per riprendere un po’ di energia, bere e mangiare un po’ di cioccolata. Dopo una serie di tornanti il percorso esce dal bosco e ci ritroviamo in un bellissimo punto panoramico. Una spettacolare visione a 180°, che le immagini e le parole non possono certamente descrivere nella sua magnificenza:guardando verso Est ammiriamo la Val di Genova in tutta la sua forza e delicatezza. Volgendoci a Ovest, di fronte a noi, siamo abbagliati dai riflessi dei lontani ghiacciai dai quali nascono i rivoli d’acqua che daranno origine alle suggestive cascate della valle.Imponenti si ergono le cime dei monti circostanti, ove riposano i resti estivi della vedrette delle Lobbie.
Le Orme – Sospesi nell’incredibile (dall’album Felona e Sorona, 1973)
La Val di Genova è una valle glaciale, nel cuore del parco dell’Adamello Brenta, in Trentino. Nota come “valle delle cascate”, attira la nostra curiosità per i percorsi suggestivi, che, da quanto si dice, si snodano tra foreste di abeti, torrenti tortuosi, cascate e ghiacciai.Così cerchiamo di raggiungerla quanto prima, partendo di buon’ora. Raggiunto Carisolo, entriamo nella valle, situata ad Ovest, percorrendo in auto i 17 chilometri che costeggiano il torrente Sarca, lungo una strada stretta e ripida, aperta al traffico solo fino alle 10 di mattina, perché dopo quell’ ora il transito è concesso soltanto al bus navetta, che, nella sua continua alternanza di salite e discese, non deve in alcun caso trovarsi di fronte un’auto che cerca di salire. La strada regala bellissimi paesaggi, tanto spettacolari quanto rilassanti.
Attraversiamo alcuni ponticelli, e continuiamo la nostra salita, lentamente, per assaporare ogni odore, ogni suono, ogni colore. Il nostro entusiasmo è amplificato dalla bellissima giornata, che ci regala un Sole meraviglioso e un’aria davvero limpida e fresca.
Iron Maiden – Infinite Dreams (dall’album Seventh Son of a Seventh Son, 1988)
Ai bordi della strada si snoda il “percorso delle cascate”, che risale il letto del Sarca, nel quale si gettano le acque di vari torrenti che scendono dai ghiacciai. Ad un certo punto si apre davanti a noi la bellissima immagine delle cascate Nardis. Un salto spettacolare di quasi 100 metri, che ci travolge letteralmente con i suoi freschi spruzzi.
Raggiungiamo l’ultimo parcheggio su strada asfaltata, e ci prepariamo ad iniziare il nostro percorso.Davanti a noi si apre la bellissima visione della piana di Bedole: un pascolo enorme tagliato dalle curve del torrente, sul quale si ergono possenti le montagne. Ammiriamo in silenzio, assaporando l’infinita calma del luogo, e ci prepariamo per la lunga salita. Iniziamo così a percorrere il sentiero 212, che ci porterà fino al rifugio Mandron (2450 metri).
Dopo una breve e ripida salita (circa 15 minuti) lungo una strada sterrata raggiungiamo il Rifugio Bedole (1640 metri). Giriamo intorno alla grande costruzione di legno, abbandonando la strada e inoltrandoci nel sentiero che attraversa il bosco.
Perennial Quest è il diario di un viaggio. Un viaggio di ricerca, continua. Personale, interiore, sinceramente vissuto. Immagini, suoni, emozioni. Con il desiderio di trasmettere una scintilla di curiosità, per apprezzare la bellezza di ogni giorno speciale. Ma soprattutto per non disperdere le tappe che percorriamo.
The journey begins with curiosity And envolves into soul-felt questions On the stones that we walk And choose to make our path Sometimes never knowing Other times knowing too much
Filtering out the bad that holds us back... Take hold of what is true to your hunger A hunger that will not go away Plans for tomorrow, they will remain
Won't you join me on the perennial quest Reaching into the dark, retrieving light Search for answers on the perennial quest Where dreams are followed, and time is a test
No time for mental crutches The maker has moved on I will take it raw and be on my way
Those that stood beside me I'm glad you understand Behind these written words I share the simple plan To hang on to the way that we feel
From rivers of sorrow To oceans deep with hope I have travelled them Now, there is no turning back The limit, the sky I ask my questions Why? What today? When tomorrow?
Death – Perennial Quest (dall’album Symbolic, 1995)