domenica 19 luglio 2009

16 Maggio 2009 - Gruppo delle Panie : Percorso CAI 7 (Parte V - ultima)

Giungiamo al rifugio, e davanti a noi si apre la bella visione del gruppo delle Panie: all’estrema sinistra la vetta della Pania della Croce (1859 m), all’estrema destra il Pizzo delle Saette (1719 m).



Dietro di noi osserviamo la Pania Secca.


Sopra di noi ancora i profili della cresta dell’Omo Morto.

Al rifugio incontriamo nuovamente una coppia di tedeschi che ci avevano superato nel bosco e insieme a loro rimaniamo affascinati dalla bellezza del luogo. Nel frattempo sopraggiungono alcuni ragazzi che hanno risalito la montagna a ritmo di gara podistica e sinceramente rimaniamo un po’ perplessi dall’utilità di una prova di allenamento cronometrata in questo paradiso di tranquillità assolutamente distante dalle logiche frenetiche e competitive della nostra società.

Dopo una pausa per mangiare decidiamo di ridiscendere dalla stessa via, con l’intenzione (speriamo da realizzare a breve!) di salire su una delle cime delle Panie. Un ultimo saluto a questo bellissimo luogo, prima di attraversare nuovamente la neve e i suoi segreti che stanno tornando in superficie, e poi la bella faggeta.

Un percorso rilassante e non troppo impegnativo, nonostante una buona salita nel bosco e alcuni passaggi resi un po’ difficoltosi dalla neve, per un dislivello di circa 500 metri da compiersi, con il nostro ritmo non agonistico (e soprattutto dilatato dalle numerose e necessarie “soste fotografiche”) in circa 2 ore per salire e altre 2 per scendere.



King Crimson - Islands (dall'album Islands, 1971)

mercoledì 15 luglio 2009

16 Maggio 2009 - gruppo delle Panie : Percorso CAI 7 (PARTE IV)

Il Sole brilla senza essere ostacolato dalle poche nuvole che corrono nel cielo, e la temperatura è piuttosto elevata. Le ultime nevi si stanno sciogliendo, e mostrano un nuovo volto della montagna, fino a pochi giorni prima sommersa dalla neve. L’erba è ancora bruciata e schiacciata dal peso del gelo.



Un ultimo tratto ci separa dal rifugio. Un breve passaggio sulla neve che copre le tracce del sentiero, rendendo impervi ed esposti gli ultimi metri, ma amplificando, se mai ce ne fosse bisogno, il fascino di un luogo davvero unico.



Mentre attraversiamo questo breve tappeto bianco, osserviamo la valle che si apre sotto di noi…



…e i contorni dell’Omo Morto, sopra le nostre teste.

Isis - Ghost Key (dall'album Wavering Radiant, 2009)

domenica 28 giugno 2009

16 Maggio 2009 - Gruppo delle Panie : Percorso CAI 7 (PARTE III)

David Sylvian - Orpheus (dall'album Secrets of the Beehive, 1987)

Usciti dal bosco ci troviamo di fronte un prato coperto di neve, che ci separa dalla cresta dell’Omo Morto.


Continuiamo a salire, immersi in un paesaggio surreale che coniuga la delicatezza di un pascolo di montagna con l’asprezza delle vette che ci troviamo di fronte. Un manto di neve avvolge i nostri passi.

In poco tempo ci troviamo di fronte ad un bivio, a destra prosegue il sentiero 7, sotto la cresta dell’Omo Morto, mentre a sinistra un nuovo sentiero ci indica la strada per la vetta della Pania Secca.


In lontananza individuiamo il rifugio, e decidiamo di proseguire in quella direzione, mantenendoci sul sentiero 7.


Il vasto pascolo nel quale ci troviamo è noto per essere un luogo di alimentazione per i mufloni che abitano queste zone in seguito alla loro introduzione nei primi anni 80. All’alba e al tramonto, se la zona non è coperta da uno strato di neve troppo abbondante, questi animali vengono a pascolare in questi prati di alta quota a ridosso del bosco, e non è difficile osservarli. Lungo il nostro cammino non abbiamo avuto questa fortuna, ma abbiamo comunque ritrovato tracce fresche piuttosto evidenti. Impronte, feci e, soprattutto, un paio di belati che ci hanno dimostrato quanto fossero vicini.


domenica 31 maggio 2009

16 Maggio 2009 - Gruppo delle Panie : Percorso CAI 7 (PARTE II)

Inizia così una lunga ma mai troppo ripida salita che si mantiene costantemente all’interno del bel bosco di faggi, dove incontriamo anche alcuni ruderi.


La completa solitudine rende l’atmosfera ancora più affascinante.

Continuiamo a salire nella faggeta, fino a quando troviamo i resti delle pesanti nevicate di questo inverno.

In alcuni frangenti il sentiero si apre per regalarci, da un lato, splendide vedute delle montagne vicine e del lontano Appennino, mentre dall’altro si staglia di fronte a noi la Pania Secca.


In alcuni tratti il sentiero, che si trova sul versante Nord del complesso montuoso, è completamente ricoperto di neve e si rendono necessarie alcune piccole variazioni fuori percorso per rendere più agevole l’ascesa.
Saliamo rapidamente, i faggi si diradano e la neve aumenta. Trovare i segnali bianchi e rossi che indicano il sentiero è sempre più complicato. Per qualche minuto proseguiamo lentamente, per non perdere l’orientamento, nonostante siamo ormai giunti ai margini del bosco.



(Lunatic Soul - Summerland, dall'album Lunatic Soul, 2008)

domenica 24 maggio 2009

16 Maggio 2009 - Gruppo delle Panie : Percorso CAI 7 (PARTE I)

L’Omo Morto è una cresta prativa situata al centro del gruppo delle Panie (Alpi Apuane), il cui nome deriva dal caratteristico disegno del suo profilo, che ricorda un volto umano rivolto verso l’alto. Al centro di questo prato si trova il più alto rifugio delle Alpi Apuane, il rifugio Rossi, posto a 1609 metri di altezza sul livello del mare.

Per raggiungere il rifugio decidiamo di seguire il percorso N 7, un tragitto non troppo impegnativo che partendo da Piglionico, sale per circa 500 metri di altitudine tra boschi di faggi e bellissimi scorci panoramici, prima di aprirsi nel vasto prato che divide la vetta della Pania Secca (1711 m) da quella della Pania della Croce (1859 m).

Per raggiungere Piglionico in auto arriviamo a Castelnuovo Garfagnana, e da qui seguiamo la strada per Monte Perpoli e Montaltissimo. Superato quest’ultimo, incontriamo un bivio, al quale andiamo a destra, e poi un trivio, al quale seguiamo le indicazioni per S. Antonio. Un altro bivio, al quale andiamo a sinistra, ci porta in località Le Rocchette (dove troviamo un’indicazione per il rifugio). Ultimi metri di strada, che diventa sterrata, e ci troviamo a Piglionico, alla Cappella dedicata ai partigiani caduti a monte Rovaio. Abbandonata l’auto, iniziamo il percorso, continuando a seguire la sterrata, lungo la quale il paesaggio si rivela fin da subito molto suggestivo.



Poco dopo, la strada si trasforma in sentiero (CAI, numero 7) e dopo pochi metri ci troviamo di fronte ad un bivio: a sinistra prosegue il sentiero 7 per il rifugio Rossi, a destra scende il numero 127. Andiamo a sinistra e continuiamo entrando in una bella faggeta.



Talk Talk - The Rainbow (dall'album Spirit of Eden, 1988)

martedì 24 marzo 2009

23 Luglio 2008 - Val di Genova: percorso CAI 212 ( PARTE VI - ultima)

Pronti per la discesa, usciamo dalla calda atmosfera del rifugio, ed una brezza pungente ci accoglie: ci soffermiamo ancora una volta ad ammirare la splendida visione intorno a noi…
Il ritorno ripercorre i passi dell’andata, e noi riassaporiamo la bellezza del paesaggio e dei vari passaggi, godendo ancora una volta di quell’incanto, in quasi completa solitudine.

Il dislivello fra Rifugio Bedole e Rifugio Mandron è di circa 800 m. Il tempo di percorrenza in ascesa è di circa 2,30/3 ore, in discesa circa 2/2,30 ore. Il percorso non presenta particolari difficoltà tecniche, se non una discreta pendenza nella prima parte, ed il sentiero è stretto ed esposto solo in alcuni passaggi, che però non richiedono l’utilizzo di attrezzatura da ferrata.

Questa escursione è davvero consigliatissima, perché senza un particolare allenamento e senza dover affrontare grandi difficoltà, si può assaporare la bellezza di un paesaggio dai tratti talora aspri, ma dai panorami veramente suggestivi ed emozionanti, sia per lo spettacolo offerto dalla natura, sia per le tracce di un passato nemmeno troppo distante, e da non dimenticare!

King Crimson - I Talk to the Wind (dall'album In the Court of the Crimson King, 1969)

sabato 21 marzo 2009

23 Luglio 2008 - Val di Genova: percorso CAI 212 ( PARTE V)

Superato il cimitero, percorriamo gli ultimi metri che ci separano dal rifugio, incontrando la chiesetta in memoria dei caduti della I^ GM.

Dopo pochi metri, ecco davanti a noi il Rifugio Mandrone, la nostra meta, davanti al quale si apre la bellissima visione del ghiacciaio e dei laghetti glaciali. Abbiamo raggiunto i 2450 metri, e la sensazione è quella di trovarsi in un altro universo.



Sìgur Ròs - Hoppìpolla (dall'album Takk..., 2005)


Alle nostre spalle il bellissimo panorama della valle, reso ancor più affascinante dai disegni delle nuvole.

E’ l’ora di pranzo: la fame, unita ad un po’ di stanchezza, ci spinge ad entrare subito nel rifugio!