Inizia così una lunga ma mai troppo ripida salita che si mantiene costantemente all’interno del bel bosco di faggi, dove incontriamo anche alcuni ruderi.
Continuiamo a salire nella faggeta, fino a quando troviamo i resti delle pesanti nevicate di questo inverno.
In alcuni frangenti il sentiero si apre per regalarci, da un lato, splendide vedute delle montagne vicine e del lontano Appennino, mentre dall’altro si staglia di fronte a noi la Pania Secca.
In alcuni tratti il sentiero, che si trova sul versante Nord del complesso montuoso, è completamente ricoperto di neve e si rendono necessarie alcune piccole variazioni fuori percorso per rendere più agevole l’ascesa.
Saliamo rapidamente, i faggi si diradano e la neve aumenta. Trovare i segnali bianchi e rossi che indicano il sentiero è sempre più complicato. Per qualche minuto proseguiamo lentamente, per non perdere l’orientamento, nonostante siamo ormai giunti ai margini del bosco.
Saliamo rapidamente, i faggi si diradano e la neve aumenta. Trovare i segnali bianchi e rossi che indicano il sentiero è sempre più complicato. Per qualche minuto proseguiamo lentamente, per non perdere l’orientamento, nonostante siamo ormai giunti ai margini del bosco.
(Lunatic Soul - Summerland, dall'album Lunatic Soul, 2008)

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