La pendenza poi diminuisce e ci ritroviamo in un bellissimo altopiano, che ci regala una affascinante vista a 360°: dietro di noi la Val di Genova, davanti i bellissimi ghiacciai che circondano il rifugio Mandrone, e i primi laghetti glaciali. La temperatura inizia a farsi più pungente.
In quest’ansa meravigliosa, nella quale il tempo sembra essersi fermato, incontriamo i resti di un antico rifugio costruito nel 1879 – il Mandronhutte -, il quale è stato in parte ristrutturato e adibito a osservatorio e centro studi sui ghiacciai nel 1994 - Centro Studi Glaciologico Julius Payer.
E da qui già si scorge la chiesetta dei caduti e un primo scorcio del Rifugio Mandron.
Proseguendo invece poco oltre il Centro Glaciologico, si trova l’indicazione per un piccolo e spoglio cimitero di guerra, traccia indelebile della dura e aspra esperienza della I^ G.M. combattuta sulle linee alpine. Una croce, poche lapidi e una bobina rugginosa di filo spinato ne sono l’imperituro e silenzioso ricordo: un monito per salvarla dall’oblio.



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